Business coaching a Milano

Il lavoro non è fatto solo di obiettivi: è fatto di persone che devono raggiungerli.

Business coaching in riunione

Essere imprenditore, manager o professionista significa decidere, gestire responsabilità, relazioni, conflitti e cambiamenti. Spesso il problema non è sapere cosa bisognerebbe fare: è riuscire a farlo quando entrano in gioco persone, pressioni, paure e abitudini.

Il business coaching ti aiuta a:

  1. vedere con lucidità una situazione in cui sei dentro tutti i giorni
  2. decidere cosa cambiare e in che ordine
  3. trasformare la riflessione in comportamenti concreti, da verificare all’incontro successivo

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Quando il problema non è solo il lavoro

  • Una decisione che continui a rimandare.
  • Un collaboratore con cui non riesci a comunicare.
  • La difficoltà di delegare.
  • Un conflitto tra soci.
  • Un ruolo che non senti più tuo.
  • L’ansia di dover rendere sempre, e il viverla male.

«Sto ancora costruendo qualcosa che mi appartiene?»

Su cosa lavoriamo nel business coaching

Leadership e persone

  • Guidare senza controllare tutto
  • Delegare e costruire autonomia nel team
  • Dare feedback e gestire collaboratori difficili

Comunicazione e conflitti

  • Conflitti con colleghi, soci, clienti o collaboratori
  • Comunicare decisioni difficili
  • Negoziare aspettative e responsabilità

Decisioni e cambiamento

  • Una scelta professionale importante, o un cambio di carriera
  • Ridefinire il proprio ruolo
  • Una fase di crescita, di crisi o di riorganizzazione

Ruoli, responsabilità e processi

  • Chi fa cosa e chi decide cosa, messo per iscritto quando serve
  • Il lavoro di ogni giorno: meno passaggi, meno eccezioni
  • Persone nel contesto in cui rendono meglio

Carico personale e identità professionale

  • Priorità, dispersione e sovraccarico
  • Cosa richiede davvero il tuo intervento e cosa puoi delegare
  • Che professionista vuoi diventare, e cosa fai solo per abitudine o paura

A volte il problema non è trovare il modo di lavorare di più, ma capire dove vale ancora la pena investire energie.

Il mio modo di intendere il business coaching

Non considero l’azienda separata dalle persone che la compongono. Dentro un problema organizzativo ci sono processi, obiettivi e numeri, ma anche fiducia, responsabilità, riconoscimento, paura del conflitto e bisogno di controllo. Lavorare solo sul primo livello lascia intatto il resto.

  1. Che cosa sta succedendo?

    Partiamo dalla realtà, non da un modello da applicare.

  2. Che cosa lo sta mantenendo?

    Allarghiamo lo sguardo: persone, abitudini, aspettative, contesto.

  3. Che cosa puoi fare di diverso?

    Torniamo all’azione: pensiero e comportamento restano collegati.

Prima del coaching, l’azienda l’ho vissuta

Prima di fare il coach ho lavorato per diversi anni nella consulenza informatica a Milano, tra aziende, progetti, clienti e organizzazioni, occupandomi di analisi, processi, leadership, gestione del cambiamento e coordinamento delle persone.

Conosco le riunioni in cui tutti sembrano d’accordo e nessuno decide, i progetti che cambiano mentre li fai, gli stakeholder con esigenze incompatibili, la pressione sui risultati.

Poi mi sono interessato sempre di più alle persone dentro quei processi e mi sono formato come coach. Oggi porto insieme le due cose: capire il contesto organizzativo e capire la persona che deve viverlo.

A chi è rivolto il business coaching

Titolare o imprenditore

e senti che la crescita dell’attività richiede anche una crescita del tuo modo di guidarla: studio, centro, palestra, attività di servizi.

Manager

e devi gestire persone, responsabilità, conflitti o una fase di cambiamento.

Professionista

e vuoi ripensare il tuo posizionamento, il tuo modo di lavorare o una scelta importante.

Oppure se stai attraversando un momento in cui il lavoro ti chiede una trasformazione che non hai ancora definito.

Come lavoriamo

Il percorso parte sempre da una situazione reale, non da una generica idea di miglioramento. Tra una sessione e l’altra il lavoro continua nelle conversazioni che affronti, nelle decisioni che prendi, nei comportamenti che sperimenti. Ogni incontro serve anche a verificare cosa è successo nel mondo reale.

  1. Colloquio iniziale

    Capiamo la situazione, cosa vuoi cambiare e se sono la persona giusta.

  2. Osservazione

    Guardo come funzionano oggi ruoli, processi e comunicazione, parlando con le persone coinvolte quando serve.

  3. Piano con poche priorità

    Due o tre cose da cambiare, con tempi e responsabilità. Non un elenco di venti.

  4. Verifiche

    Si controlla cosa ha funzionato e si corregge.

Cosa dicono

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Portami il problema reale

Non serve arrivare con un obiettivo formulato perfettamente. Puoi arrivare con una situazione, una decisione, una difficoltà, un conflitto, una sensazione di blocco: partiamo da lì. Il primo colloquio serve a capire cosa sta succedendo, quale lavoro ha senso fare e se il coaching è lo strumento più adatto.

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