Chi sono Life and Business Coach

Lavoro con le persone sul rapporto con sé stesse, sulle relazioni d’amore e sul lavoro, e con le organizzazioni su ruoli, processi e comunicazione.

Sono Luca, classe 1990, milanese cresciuto a Milano. Di quelli che amano non soltanto la Milano da cartolina, ma anche quella più vera: i quartieri, la provincia, le contraddizioni, il movimento continuo.

Sono sempre stato una persona molto sensibile.

Da bambino, però, non sapevo ancora che quella sensibilità sarebbe diventata una delle mie risorse più importanti. Per molto tempo l’ho vissuta come qualcosa da contenere, soprattutto dentro un mondo che sembrava chiedere altro: essere forti, adattarsi, funzionare, produrre risultati.

Così, come succede a molti, ho imparato a costruirmi una corazza.

Sono cresciuto attraversando molte delle contraddizioni della mia generazione: l’idea che bisognasse adeguarsi, performare, costruire una carriera sicura, raggiungere quella stabilità economica che aveva rappresentato una promessa per le generazioni precedenti e che, per molti di noi, si è rivelata molto più fragile.

Nel frattempo cambiavano anche altre cose.

Il modo di parlare delle emozioni.
Il rapporto con le proprie fragilità.
I modelli di uomo e di donna.
Le relazioni.
Il lavoro.
L’idea stessa di successo.

E anch’io sono cambiato insieme a tutto questo.

Il mio percorso non è stato lineare.

Ho studiato Scienze Politiche, mi sono avvicinato al mondo della cooperazione internazionale e poi sono finito, quasi dall’altra parte dello spettro, nella consulenza informatica milanese.

Per diversi anni ho lavorato tra aziende, progetti, clienti e organizzazioni, occupandomi di analisi, processi, leadership, gestione del cambiamento e coordinamento delle persone.

È stato un mondo che mi ha insegnato moltissimo. Ma a un certo punto ho sentito che mancava qualcosa.

Mi interessavano sempre meno soltanto i processi e sempre di più le persone che c’erano dentro quei processi.

Le loro scelte.
Le relazioni.
Le paure.
Le possibilità ancora inesplorate.

Da lì ho deciso di riportare al centro qualcosa che, in realtà, aveva sempre fatto parte di me: l’interesse per la crescita personale, per le relazioni e per il modo in cui le persone possono allenare nuove possibilità nella propria vita.

Oggi sono un Life and Business Coach.

Nel mio lavoro porto insieme mondi apparentemente molto diversi: la sensibilità verso ciò che una persona sta vivendo, l’esperienza maturata nelle organizzazioni e nel lavoro, la formazione nel coaching e anche la mia esperienza nell’ambito dell’allenamento e dello sport.

Perché credo che il cambiamento non avvenga soltanto comprendendo qualcosa.

Avviene anche allenandola.

Non mi interessa dirti come dovresti vivere, quale relazione dovresti scegliere o quale decisione dovresti prendere.

Mi interessa aiutarti a conoscerti meglio, vedere possibilità che magari oggi fai fatica a vedere e costruire strumenti che ti permettano di scegliere con maggiore libertà e consapevolezza.

E cerco di farlo nel modo in cui mi viene più naturale: senza giudizio, con curiosità, concretezza e molta cura.

Sono una persona curiosa, estroversa e dinamica. Mi appassionano le persone, le loro storie e tutto ciò che mette in discussione ciò che davamo per scontato.

Probabilmente è anche per questo che oggi faccio questo lavoro.

Perché dopo tanti anni passati a cercare di adattarmi a ciò che il mondo chiedeva, ho scoperto quanto possa essere importante costruire una vita che assomigli un po’ di più a chi siamo.

Come mi sono formato

Mi sono formato alla Scuola di Coaching Umanistico di Luca Stanchieri, accreditata ICF, e sono membro AICP.

Il coaching umanistico parte da una convinzione semplice: ogni persona ha una propria idea di felicità, e il malessere nasce spesso dal non riuscire a darle forma. Il lavoro del coach è aiutarla a vederla con chiarezza e a scegliere di conseguenza.

Ricevo nel mio studio di via Capecelatro 10, a Milano, oppure lavoriamo online.

Luca Vitti in una sessione di coaching online

Il mio modo di lavorare

  • Parto dal presente: cosa stai vivendo adesso, non cosa dovresti essere.
  • Osservo prima di interpretare. Ti dico cosa vedo e tu mi dici se ti torna.
  • Niente frasi motivazionali e niente gergo. Dico le cose per come le vedo, con rispetto.
  • Le decisioni sono tue. Se non sono la persona giusta per quello che ti serve, te lo dico.

Non ti dico cosa fare. Ti aiuto a vedere ciò che stai evitando di guardare.

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